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UE, il nuovo pacchetto di sanzioni alla Russia resta al centro del confronto

Di In Politica
Luglio 15, 2026

Sanzioni alla Russia, l’Unione europea cerca l’intesa sul nuovo pacchetto

L’Unione europea prosegue il confronto sul ventunesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia, presentato dalla Commissione europea nel giugno 2026. Gli ambasciatori dei Paesi membri si sono riuniti a Bruxelles per trovare un accordo sulle nuove misure, concentrate sui settori energetico, finanziario e commerciale.

La proposta punta a ridurre le entrate utilizzate dalla Russia per sostenere la guerra in Ucraina. Le misure riguardano banche russe e straniere, piattaforme di criptovalute, operatori petroliferi, raffinerie e società collegate alla produzione di droni. Una parte del piano interessa anche le reti impiegate per aggirare le restrizioni già introdotte dall’Europa.

Il confronto tra i governi riguarda soprattutto l’energia. Alcuni Paesi chiedono interventi più incisivi sul petrolio, sul gas naturale liquefatto e sulla cosiddetta flotta ombra, formata da navi utilizzate per trasportare greggio russo attraverso strutture societarie e assicurative difficili da controllare. Altri Stati valutano con prudenza gli effetti delle misure sui prezzi e sulla sicurezza degli approvvigionamenti.

L’approvazione richiede il consenso unanime dei ventisette membri dell’Unione. Le trattative proseguono per definire l’elenco delle persone, delle imprese e degli intermediari finanziari coinvolti. Nel frattempo, l’Europa e i partner del G7 mantengono il tetto al prezzo del petrolio russo previsto dagli accordi internazionali.

Il Consiglio dell’Unione europea ha già prorogato per dodici mesi le principali sanzioni economiche in vigore, con scadenza fissata al 31 luglio 2027. Queste restrizioni riguardano commercio, finanza, tecnologia, trasporti ed energia.

Il nuovo pacchetto rappresenta un ulteriore passaggio della strategia europea verso Mosca. Il risultato del negoziato mostrerà la capacità degli Stati membri di mantenere una linea comune e di conciliare sicurezza, interessi economici e sostegno all’Ucraina.