Triplice omicidio a Roma: sterminata una famiglia, caccia al sospettato

Di In Cultura e Società
Giugno 28, 2026
Triplice omicidio a Roma: sterminata una famiglia, caccia al sospettato

Una tragedia ha sconvolto Roma, dove una coppia di origine bengalese e la loro figlia di otto anni sono stati trovati senza vita all’interno della loro abitazione nel quartiere Aurelio. Le vittime sarebbero state uccise con una mannaia nella serata di venerdì 26 giugno. L’unico sopravvissuto della famiglia è il figlio diciottenne, rimasto ferito durante l’aggressione e ricoverato al Policlinico Gemelli in prognosi riservata, ma non in pericolo di vita.

Secondo una prima ricostruzione degli investigatori, il giovane sarebbe rientrato a casa sorprendendo l’assassino ancora nell’appartamento. Ne sarebbe nata una colluttazione, al termine della quale il ragazzo è riuscito a fuggire e a dare l’allarme. Ai primi soccorritori avrebbe raccontato di aver trovato il presunto killer intento a ripulire il sangue presente nell’abitazione.

Le vittime sono Kamal Uddin, 39 anni, la moglie Hosnejahan Momotaj, 38, e la figlia Arowa, di appena otto anni. I corpi sarebbero stati nascosti sotto un letto dopo l’omicidio, un particolare che gli investigatori stanno verificando nel corso delle indagini.

Le forze dell’ordine sono sulle tracce del principale sospettato, Shahadat Hossain, 43 anni, cittadino bengalese e conoscente della famiglia. Secondo quanto emerso, l’uomo lavorerebbe in un supermercato della stessa catena presso cui è impiegato anche il figlio maggiore delle vittime. La Squadra Mobile ha diffuso le sue generalità e invita chiunque abbia informazioni utili a contattare gli investigatori.

L’allarme sarebbe stato dato dai vicini di casa, che hanno riferito di aver sentito urla provenire dall’appartamento e di aver visto una persona allontanarsi rapidamente dalla zona subito dopo il delitto. Alcuni testimoni hanno descritto un uomo con una maglia blu e guanti alle mani.

Le ricerche del sospettato sono proseguite per tutta la notte anche nelle aree boschive circostanti, con l’impiego di droni dotati di telecamere a infrarossi. Gli investigatori hanno inoltre sequestrato una mannaia ritenuta compatibile con l’arma utilizzata nell’omicidio e stanno analizzando le immagini delle telecamere di videosorveglianza e i telefoni cellulari della famiglia.

Restano ancora da chiarire il movente e l’esatta dinamica della strage. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti vi è quella che il vero obiettivo dell’aggressione fosse il figlio maggiore della coppia. Nei prossimi giorni saranno eseguite le autopsie sui corpi delle tre vittime, mentre proseguono gli accertamenti per ricostruire ogni fase della vicenda.