Il Governo italiano intende utilizzare una parte della flessibilità concessa dalle regole di bilancio europee per finanziare interventi nel settore energetico durante il 2027 e il 2028.
La proposta ha ricevuto un ampio consenso durante una riunione tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e i rappresentanti della maggioranza. L’obiettivo dichiarato consiste nel ridurre l’impatto dei costi energetici su famiglie e imprese e sostenere investimenti capaci di rafforzare l’autonomia energetica del Paese.
La possibilità nasce dalla clausola europea che permette agli Stati membri di aumentare alcune spese strategiche entro margini prestabiliti. Il meccanismo era stato introdotto principalmente per accompagnare la crescita degli investimenti nella difesa. La Commissione europea ha successivamente previsto la possibilità di destinare una quota della flessibilità anche a progetti per la resilienza energetica.
Il limite annuale dedicato a questi interventi corrisponde allo 0,3 per cento del prodotto interno lordo. Il tetto complessivo previsto per il periodo dal 2026 al 2028 raggiunge lo 0,6 per cento del Pil. Le risorse potranno sostenere investimenti legati alle energie pulite, all’efficienza, alle batterie, alle pompe di calore, ai pannelli solari e alla mobilità elettrica.
La decisione italiana dovrà essere accompagnata da un piano dettagliato e inserita nel quadro delle regole fiscali europee. Il Governo dovrà quindi definire le misure, le coperture e i beneficiari.
La scelta potrebbe incidere sul percorso dei conti pubblici. L’Italia punta a mantenere il deficit vicino alla soglia europea del 3 per cento del Pil, mentre il debito pubblico resta elevato.
Il confronto con Bruxelles riguarderà quindi due esigenze centrali, il sostegno all’economia e la tutela della sostenibilità finanziaria. Le prossime decisioni chiariranno quali interventi entreranno concretamente nella programmazione economica nazionale.